Spazio Arte

"I Poeti dell'Associazione" 


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Gian Battista Taddei

Poeta

Nato a Poggio Picenze (L'Aquila), risiede a Collegno (Torino) Via Di Vittorio 21, 

tel. 0114150545,    giantaddei@libero.it 

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NATALE  

 

Sfarzosa,

e raffinata atmosfera di Natale,

s'è adagiata, come neve,

 

sulla realtà magica di cose semplici,

quando era Natale

nelle mie speranze di bambino,

e l’ha ricoperta,

 

ma si è sciolta al calore di questa,

rimasta, come allora, sempre intatta.

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E DALLE SEGRETEZZE INCONSCE  

 

 Tremolando, affiora

dalla profondità oscura e misteriosa,

limpido specchio di lago ridente

e dalle segretezze inconsce,

sgorga vibrando,

e si libra l'anima mia,

illuminandomi.

 

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ROUTINE

 

Svegliarsi,

e trovare scritta

l'agenda di oggi,

con le cose

di ieri.

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RIMPIANTO  

 

 Mi eri vicina e ti amavo

forse tanto forse poco,

eri come l'acqua

dove acqua ce n'è tanta.

 

Ora non so dove sei,

e sei quell'acqua

che l'assetato aspetta.

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CONSUMISMO  

 

Oltre la fame

non ho più fame,

e mangio ancora.

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LA LIBERTA' CHE ERA VENUTA  

Io per la libertà

non ho combattuto,

mio padre ha combattuto

e la libertà era venuta

ad aprire le gabbie chiuse

facendo sparire fucili puntati

e per questa libertà

è iniziato il mio progettato volo

fra cielo e mare,

sino all'orizzonte sempre nuovo.

 

Volano ora in alto,

grandi ombre dalla presenza innocua

e piombanti rapacemente

sulla mia libertà,

veduta combattendo da mio padre.

 

E la sento pesante e soffocata

in forzata traiettoria,

scivolante verso il mare,

succhiata e spremuta da mani pulite

di intoccabili avvoltoi consentiti

e godenti assorbita libertà,

protetta bravamente, senza fucili puntati.

 

Mio padre ha combattuto

ed era venuta la libertà

ad aprire le gabbie chiuse,

facendo sparire fucili puntati.

Ma io devo combattere ora,

per quella libertà che era venuta.

 

 

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MIA MADRE

 

 Ti ero vicino

ma non sentivo la tua presenza

che naufragava

in assenza non avvertita:

sapevo che amore e umiltà

sono in te inesauribili.

 

Ora sono qui,

lontano,

e ti sento necessariamente essenziale,

protettrice,

consolatrice.

 

Vedo la tua presenza

e stendo la mia mano riconoscente

sul viso tuo solcato

che da dentro,

è sempre in atteggiamento giovane,

come quando mi tenevi bambino,

ma vanamente lo cerco

perché ora sei così lontana!

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ALLA MIA DONNA

 

A serenità di godute dimensioni,

mi riconduce il tuo sguardo

da cui intensa superiorità

emana,

ma non di sdegno,

ma non d'orgoglio soffocante,

ché la tua bontà di rosa

fai convivere

con semplicità di geranio,

e per i tuoi respiri

sempre non affannosi,

sono mare quieto,

anche se tempesta accade.

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MA NON SAI CHE VEGLIO SU DI TE?

 

 Stai

quasi dormiente nel tuo lettino

e in braccio hai la tua bambolina.

Ti agiti e ti svegli, ti riaddormenti

e stringi quel piccolo mondo

ché sicuro deve essere fra le tue mani,

ma non sai che io veglio su di te,

e anche su di esso.

 

Sono grande,

sono sicuro per la sicurezza tua:

sono gigante,

eppure bimba mia,

come te sono piccolo.

Quando misteri e affanni della vita

mi sorprendono,

mi agito, il mio mondo sfugge,

mi crolla addosso il mondo

e perdo la fede, forse,

pur sapendo d'averla.

 E sento poi intima Voce:

Ma non sai che Io veglio su di te?

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………...

6 marzo

7 marzo

8 Marzo: “F E S T A”  D E L L A  D O N N A

9 marzo

10 marzo

…………

Un giorno così bello e così diverso dagli altri!

 

(ma non dimentica il cuore

quel giorno di tragedia di donne americane,

perché a loro dobbiamo questo giorno:

“festa” impropriamente detta,

ma ora è per la donna,

“giorno di riguardo e di ringraziamento”

e dal 1910 “Giorno internazionale della Donna”).

 

E’ giusto uno soltanto e non a giorni alterni

come fanno Sole e Luna?

 

Tutti i giorni alterni allora, devono essere uguali all’ 8 Marzo? :

è difficile questo, come salita quasi in verticale.

 

Eppure basta impressionare nell’intimo:

 

quell’immagine rigenrante di questa esagerata civiltà e capace 

di vincere stanchezze di  consumismi e deleteri inquinamenti

quell’essere Madre, sposa, figlia, sorella , innamorata,

salvatrice di situazioni, depositaria di emozioni e d’esperienze

quell’espressione sognante che fa ritornare alle origini del Mondo

e vivere intensamente nel Tempo,

 

Sei Tu, Donna!

 

E un giorno e poi un altro e un altro ancora gareggeranno

per essere uguali  all’ 8 MARZO , sino ad essere questo

OGNI GIORNO.

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L'AMORE COSA E’

 

(prosa come poesia)

Lentamente e diffusamente come la diluita prepotenza e la costanza incessante della goccia d'acqua e subitamente, poi, come visione di fulmine tu entri nella mia esistenza, ché la tua è fatta di quello che manca e di quello che cerco nelle immersioni in me e tocco in te concretata completezza.

 

Il tuo parlare è fatto di parole delle mie speranze, delle mie aspirazioni; il tuo desiderio è proiezione delle mie emozioni che tu scolpisci e modelli e io sento nell'estasi che mi dai nella passione seguente.

 

Flusso di linfa vitale poi scorre tra noi, e si dissolve  in qualcosa di leggero, come sensazione senza brivido e fuggente, dove alita spirito uguale che ci governa e unisce, unicamente sensibile alla nostra mente che può carpirlo

 soltanto per le parole:

“Ti voglio bene tanto!”

 

Sono  queste parole tante volte sussurrate, e per ogni  volta, una volta solamente, le labbra si baciano ma noi le diciamo cento e mille volte

 e nel dirle ancora, c'innalziamo insieme, dove alita spirito uguale.

 

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SOLITUDINE D'AMORE

 

Viviamo

comunicazione senza parole

che si fa comunione

 

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DECALOGO  DONNA

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Quel candore di fiocco di neve prima di toccare terra e assorbire gli umori

 

Quell’immagine rigenerante di questa esagerata civiltà, capace di vincere

stanchezze di consumismi e deleteri inquinamenti

 

Quel fiore più bello degli altri nel giardino che ognuno ha per sé,

in fluttuante competizione di grazia e di bellezza

 

Quel Complemento a formare “Unità di Vita” a due e attraversare

l’impervio istmo sublime,

verso i Continenti di Gioia, Amore e Felicità

 

Quella rosa che, per emozioni d’interna emulazione, vorrebbe diventare

un frutto d’altra essenza e di forte tempra… come un uomo

(e non ci sarebbero più rose e fiori)

 

Quella farfalla che, per spinte esterne dovute a rabbia o moda,

vorrebbe diventare attiva e ronzante ape, con voli sempre mirati e tesi

(e non ci sarebbero più le grazie e i morbidi voli di farfalla)

 

Quell’essere Madre, sposa, figlia, sorella, amica, innamorata, salvatrice

e àncora, depositaria d’emozioni e d’esperienze,

stella polare e bussola nel cuore di ogni uomo,

Fertilità e Bellezza, ma anche possibile o destinata Perdizione

 

Quell’abbraccio di Cielo e Terra, complice sempre e inquietante,

per ritrovarsi e per perdersi

 

Quella molecola indivisibile di Vita, fatta di Grazia e di Sorriso,

in dinamica ammaliante, ultimo e superstite elemento dei paradisi perduti

ed esclusivamente il primo per quelli da ritrovare

 

Quell’espressione sognante che fa ritornare alle origini del Mondo

e vivere intensamente nel Tempo,

 

Sei Tu Donna!

 

Dedicato alla Donna, le ali dell’Umanità

 

 

 

 

 

Gian Battista Taddei